Detrazioni fiscali

Con il decreto legge n. 63 del 6 giugno 2013, poi convertito in legge n. 90 del 4agosto 2013, sono state introdotte una serie di agevolazioni fiscali a favore dicontribuenti che abbiano in atto interventi edilizi, miranti a rilanciare un settore fortemente in crisi.

Tutte queste novità hanno però determinato un po' di confusione e molti dubbi trai contribuenti e gli addetti al settore, pertanto nella presente sezione riassumiamo quali sono le novità in materia di detrazioni fiscali, ponendo particolare attenzione ai seguenti argomenti:

  • La detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica delpatrimonio edilizio esistente. “Detrazione del 65%
  • La detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia sul patrimonioedilizio esistente. “Detrazione del 50%
  • Bonus fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici consistente in una detrazione del 50%. “Bonus mobili ed elettrodomestici

Detrazione 65% (ex 55%)
“Detrazione per interventi di riqualificazione energetica”  

Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico sono oggi regolate dalla Legge n°90 del 3 agosto 2013. La legge prevede la possibilità di detrarre dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’IRES (imposta sul reddito delle società) il 65% delle spese sostenute per interventi edilizi che perseguono tal fine.  

Caratteristiche dell'edificio indispensabili per accedere alla detrazione 65%:

L’edificio su cui si eseguono gli interventi deve essere esistente e già dotato di impianto di riscaldamento (ad eccezione del solo caso dell’installazione di pannelli solari dove l’esistenza dell’impianto di riscaldamento non è obbligatoria). Inoltre, a differenza della detrazione per le ristrutturazioni edilizie che è valida solo per le abitazioni, quella per il risparmio energetico può essere utilizzata per edifici di qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive o artigianali, ecc.)  

Interventi che possono beneficiare della detrazione 65%:

Esistono quattro categorie di interventi ammesse alla detrazione fiscale e ad ognuna di esse è associato un valore massimo di detrazione:

  • Installazione di pannelli solari

Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, produttivi e ricreativi. È indispensabile avere una garanzia di 5 anni per pannelli e bollitori e di 2 anni per gli accessori e i componenti tecnici. Inoltre, i pannelli devono essere conformi a determinate norme UNI EN ed essere certificati da un organismo dell’Unione Europea.Il limite della detrazione per l’installazione di pannelli solari è di 60.000 euro.   

  • Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale

Sono compresi gli interventi di sostituzione di impianto di riscaldamento esistente con impianto dotato di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto dell’impianto di distribuzione, oppure con impianti di riscaldamento con pompe di calore (climatizzatori in pompa di calore) o impianti geotermici a bassa entalpia. Rientra anche la sostituzione di uno scaldacqua tradizionale con pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria. Il limite della detrazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale è di 30.000 euro.  

  • Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti

Comprendono qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che permetta all’edificio di raggiungere un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore a precisi limiti. Per questa categoria non sono definite tanto le tipologie di opere, ma il valore finale raggiunto da queste, qualsiasi esse siano. Per gli interventi di riqualificazione globale il tetto massimo di detrazione è 100.000 euro.

  • Interventi sugli involucri degli edifici

Comprendono interventi su coperture, pavimenti e pareti che delimitano il volume riscaldato. Rientrano fra questi anche la sostituzione di porte di ingresso e finestre. Per questa categoria è importante che i valori di trasmittanza delle partizioni orizzontali o verticali e dei serramenti rispettino determinati limiti di trasmittanza. Il limite della detrazione per interventi sugli involucri degli edifici è di 60.000 euro.  

Adempimenti per accedere alla detrazione 65%:

Per tutti gli interventi citati è necessario produrre ed essere in possesso dei seguenti documenti:

  • l’asseverazione, che attesti la rispondenza delle opere ai requisiti tecnici richiesti. Nel caso di semplice sostituzione di serramenti o di installazione di caldaia a condensazione può essere sostituita da una certificazione del produttore;
  • l’attestato di certificazione energetica, che riporterà i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio oggetto di intervento. In caso di sostituzione di serramenti, installazione di pannelli solari o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con caldaia a condensazione, la certificazione energetica non è richiesta;
  • la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, dove sono richiesti i dati di chi usufruirà della detrazione, il tipo di intervento eseguito e il costo dell’intervento.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori bisogna trasmettere all’ENEA per via telematica copia dell’attestato di certificazione energetica (se il tipo di intervento lo prevede) e la scheda informativa. L’invio di questa comunicazione richiederà l’intervento di un tecnico, a meno che non si tratti del caso di sostituzione di serramenti, installazione di pannelli solari o di sostituzione dell’impianto termico, per i quali il comune cittadino può collegarsi autonomamente al sito dell’ENEA e inviare i documenti. C’è però da sottolineare che non sempre i passaggi sono comprensibili a chiunque, poiché si parla di trasmittanze, di potenze nominali, ecc. Pertanto per queste pratiche è sempre consigliabile farsi seguire da un esperto, onde evitare la perdita della detrazione a causa di una compilazione errata.  

Documenti da conservare per la detrazione del 65%:

Una volta effettuata la comunicazione per via telematica, è necessario conservare i seguenti documenti, che dovranno essere esibiti in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:

  • l’asseverazione (se il tipo di intervento la richiede);
  • la ricevuta di invio telematico effettuato all’ENEA;
  • le fatture relative agli interventi;
  • le ricevute dei bonifici (ricordiamo che i pagamenti vanno effettuati con apposito modello di bonifico).

Pagamenti per detrazione del 65%:

Per verificare che la spesa effettuata possa beneficiare della detrazione 65% a far fede non sarà la data di emissione della fattura, bensì quella in cui verrà effettuato l’apposito bonifico bancario o postale.

I dati da indicare nel bonifico restano sempre gli stessi previsti per il 55%, ossia il codice fiscale di chi effettua il pagamento, la partita IVA o il codice fiscale del beneficiario della somma e, qualora il modello di bonifico non riporti già la possibilità di barrare una casella relativa alle detrazioni per il risparmio energetico, la causale riportante il riferimento alla legge 296/2006 – Legge finanziaria 2007. Le spese documentate saranno poi detratte dall’Irpef o dall’Ires in 10 rate annuali di pari importo.    

Detrazione 50% (ex 36%)
“Detrazione per interventi di ristrutturazione”  

Le agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione sono oggi regolate dalla Legge di stabilità 2014, che ha ulteriormente prorogato fino al 31 Dicembre 2014 la possibilità di detrarre dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) il 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione.  

Caratteristiche dell'edificio indispensabili per accedere alla detrazione 50%:

Il bonus fiscale per ristrutturazioni è previsto per interventi compiuti sul patrimonio edilizio esistente esclusivamente a destinazione residenziale, quindi risultano esclusi nuove costruzioni ed ampliamenti.  

Interventi che possono beneficiare della detrazione 50%:

Anche se parliamo genericamente di detrazioni per lavori di ristrutturazione, in realtà con questa parola si indica una tipologia ben precisa di interventi edilizi.

Il bonus fiscale del 50% è previsto per tutte le seguenti categorie di lavori:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Inoltre, per i soli edifici condominiali, è possibile detrarre anche le spese per i lavori di manutenzione ordinaria eseguiti sulle parti comuni. Di seguito trovate la descrizione dettagliata di ogni singola tipologia di interventi, così come definita dalla legge, e potrete individuare quindi in quale di essa possono rientrare gli interventi di vostro interesse.

Manutenzione straordinaria:

Sono “interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso". Quindi in questa categoria rientra una vasta casistica di interventi che vanno dalla sostituzione della caldaia, al rifacimento di un servizio igienico, con sostituzione dei sanitari e messa a norma degli impianti, fino al rifacimento completo del tetto di copertura.  

Restauro e risanamento conservativo:

Sono “interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio. In sintesi, lo scopo del restauro è quello di provvedere alla manutenzione ed alla conservazione di un manufatto storico, quale può essere un antico edificio. Tuttavia, vista la complessità dell'argomento e le numerose teorie in materia, non è opportuno darne una definizione in poche righe.  

Ristrutturazione edilizia:

Sono "interventi di ristrutturazione edilizia, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica".  

Adempimenti per accedere alla detrazione del 50%:

Per ottenere lo sconto IRPEF non è necessario presentare alcuna domanda o richiesta specifica, ma è sufficiente, in sede di dichiarazione dei redditi, indicare i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento.  

Pagamenti per detrazione del 50%:

E’ indispensabile che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico deve essere indicato il codice fiscale della persona che effettua il pagamento e il codice fiscale o la partita Iva di colui che lo riceve. La causale da indicare è la seguente:  

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 - Pagamento fattura n. ___ del______ a favore di _______________ partita Iva _________________.  

La maggior parte degli istituti di credito ha comunque predisposto una modulistica specifica per la richiesta della detrazione, che può semplificare l’operazione. Il tetto massimo di spesa è fissato in 96.000 euro a cui si possono aggiungere ulteriori 10.000 euro da spendere per l’acquisto di mobili e elettrodomestici di classe energetica A+. Quindi, lo sconto massimo che si potrà ottenere sarà pari alla metà di questo tetto di spesa, cioè a 48.000 euro per gli interventi edilizi e 5.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.  

Documenti da conservare per la detrazione del 50%:

Oltre alla copia di fatture e bonifici è importante conservare altri documenti da esibire in caso di controlli. Innanzitutto bisogna essere in possesso del titolo autorizzativo necessario per eseguire i lavori (a seconda dell’entità dell’intervento si potrà trattare di Permesso di Costruire, DIA, SCIA o CILA).

Per i lavori di attività edilizia libera, per i quali non è previsto alcun titolo è necessario predisporre un’autocertificazione, in cui si indichi la data di inizio dei lavori e si dichiari che i lavori per i quali si chiede la detrazione siano tra quelli agevolabili. Altri documenti da conservare sono:

  • domanda di accatastamento, nel caso in cui l’immobile non sia ancora censito;
  • ricevute di pagamento ICI o IMU, se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dei lavori per i lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese.

La detrazione si ripartisce unicamente in 10 rate annuali di pari importo. Ricordiamo anche che per gli interventi di ristrutturazione di edifici esistenti è prevista l’applicazione, per l'esecuzione dei lavori, dell’aliquota IVA agevolata del 10%. La detrazione è compatibile con la detrazione fiscale del 65% (ex 55%) “interventi di riqualificazione energetica degli edifici”, a condizione che non riguardino la stessa tipologia di intervento per la quale si richiedono le detrazioni fiscali del 50%.  

Bonus mobili ed elettrodomestici  

La detrazione:

Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.  

Quando si può avere:

Per usufruire della detrazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Molti si sono chiesti se l'agevolazione è applicabile anche a chi fruisce della detrazione per interventi su parti comuni degli edifici condominiali. Ebbene l'Agenzia chiarisce che sì, è possibile fruire del bonus per questi interventi, ma solo per l'acquisto di beni finalizzati all'arredo di tali parti comuni, come guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.. Quindi è specificato che non se ne potrà usufruire per l'arredo della singola unità immobiliare privata. 

Per quanto riguarda invece la vendita di immobili ristrutturati, la circolare specifica che il bonus mobili spetta all'acquirente. Per quanto riguarda la data a cui fare riferimento per poter iniziare a usufruire del bonus, poichè essa non è indicata specificamente, si ritiene di dover fare riferimento a quella della prima proroga detrazione 50%, quindi a partire dal 6 giugno 2013. Non è importante che il pagamento di mobili ed elettrodomestici sia effettuato prima di quello per la ristrutturazione, ma è fondamentale che i lavori siano iniziati. Quindi ciò che è importante è la data di inizio lavori, che deve essere precedente all'acquisto dei mobili, e che è comprovata dalla specifica comunicazione inoltrata al comune.  

Per quali acquisti:

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 per l’acquisto di: Elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: Frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Mobili da arredamento nuovi.

Come ottenere il bonus:

La detrazione per l’acquisto dei beni si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico persone fisiche). La detrazione del 50%, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici). Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.  

Come effettuare i pagamenti:

Come per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:

  • la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione);
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Tuttavia per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, vista la natura particolare di tali beni, viene introdotta la possibilità di avvalersi di una modalità straordinaria di pagamento, che consiste nell'uso di carte di credito o carte di debito. Per la data di pagamento farà fede quella della ricevuta rilasciata al momento della transazione e non quella di addebito in conto corrente del titolare. Non sono invece ammessi pagamenti con assegno, in contanti o altre modalità.

Oltre alle spese di acquisto possono essere detratte anche quelle per il trasporto e il montaggio.  

I documenti da conservare:

  • ricevuta del bonifico ;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito) ;
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.